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Commercio dei Minerali – Lettera aperta al Consiglio dell’Unione Europea.

Viviamo oramai nell’elettronica: tra cellulari, IPAD, computer, telelevisione… strumenti che condizionano interamente il nostro modo di pensare e di vivere. Strumenti che, per essere costruiti, sono causa di conflitti, violenze, ingiustizie…   Che cos’è il coltan? Tutti noi ce lo portiamo in tasca o ne abbiamo un po’ in casa… È una sabbia nera, leggermente radioattiva, formata dai minerali colombite e tantalite, da cui si estrae il tantalio, metallo raro che viene usato, sotto forma di polvere metallica, nell’industria della telefonia mobile, nella componentistica dei computer e in quella degli aerei, poiché aumenta la potenza degli apparecchi riducendone il consumo di energia. È la news economy delle telecomunicazioni, dell’elettronica di punta e della telefonia mobile, a rendere così indispensabile questa materia, di cui l’80% delle risorse mondiali viene estratta in Congo. Quando comperiamo un cellulare, un nuovo computer o uno strumento elettronico.. non ci preoccupiamo di cosa è fatto. La pubblicità non ne parla. Un bene così prezioso dovrebbe essere una benedizione… invece per tanti bambini e adulti del congo è diventata la più grande delle maledizioni, per la mancanza di una normativa, di regolamentazione e di controllo in merito all’estrazione di questo minerale e alle sue modalità. Chi lo estrae, adulti ma anche bambini, lo fa spesso scavando a mani nude, con conseguenti frane e incidenti quotidiani. Ogni giorno decine di bambini muoiono nell’indifferenza totale. L’età dei bambini che vanno a lavorare si abbassa di anno in anno. Ragazzini di 7-8 anni dopo dieci anni di lavoro sono già vecchi e sviluppano, a causa della radioattività, malattie del sistema linfatico che ne causano la morte. Le guerre sviluppate attorno all’accaparramento del coltan hanno portato sinora ad oltre 11 milioni di morti e schiere di migliaia di bambini soldato che quando non combattono scavano la terra alla ricerca del minerale. Anche questo, è un pezzetto di quella che oggi Papa Francesco, definisce la “Terza Guerra Mondiale”. Noi non vogliamo più tacere! Continua a leggere